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Elettronica di bordo – AIS e SSB – parte 1

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L’elettronica a bordo serve, certo non deve diventare una ossessione. Meglio guardare il mare e le vele, ma deve poter essere di ausilio per una navigazione sicura. Affidarsi solo a lei non porta da nessuna parte, troppi rischi e..troppi soldi che potrebbero, se ci sono, essere impiegati per altre cose molto più importanti a bordo.

Noi navighiamo sempre, dalla pianificazione all’arrivo con carte “di carta” e con l’aiuto elettronico di strumenti come il radar, AIS e radio. Il punto nave lo riportiamo sulla carta, il diario di bordo lo scriviamo sulla carta e consultiamo l’elettronica per avere, a volte, un riscontro e un controllo in tempo reale.

Il radar lo abbiamo già, utile soprattutto per le situazioni di scarsa visibilità e per “vedere avanti” dove ci possono essere perturbazioni sulla nostra rotta ideale, ostacoli e come “taratura” delle carte elettroniche. Se ha anche il modulo

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Consapevoli che la nostra esperienza di navigazione è limitata, cerchiamo di fare della “prevenzione” un punto fondamentale della sicurezza e del piacevole navigare.

Negli ultimi anni la tecnologia è venuta parecchio in aiuto in questo settore, primo fra tutti e da non confondersi con i numerosi gadgets in commercio, è l’AIS (Automatic Identification System).

Ci sono moltissimi articoli, blog, siti dove spiegano bene cosa è, qui non sto a ripetere cose già scritte. In pochissime e semplici parole, si tratta di uno strumento che è obbligatorio su tutte le navi commerciali e facoltativo su imbarcazioni da diporto, che trasmette e riceve o (nel caso in cui non sia obbligatorio) riceve solo. Cosa riceve? Le informazioni relative al numero identificativo internazionale (

RADAR
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o che ci sta attorno. Il dato più importante, ai fini della sicurezza, è: il CPA (Closest Point of Approach – Distanza più vicina a cui intercetteremo o verremo intercettati dalla nave/i) con il relativo tempo impiegato.

Il nostro sistema, che già comprende il Radar con ARPA, il Navtex e la ricezione dei Fax Meteo e che funziona benissimo, non è compatibile con questo nuovo sistema: è “datato” per il business e il mercato ci avrebbe costretto al “rinnovo totale” con esborsi ben oltre i 5.000 euro, cosa assolutamente improponibile.

Allora abbiamo cercato una soluzione che ci permettesse anche due altre piccole implementazioni. Premetto: ci sono parecchie soluzioni e anche più a buon mercato della nostra a secondo del budget, della strumentazione esistente e dello spazio a bordo.

Il nostro scopo era avere funzionanti: Un sistema AIS in ricezione, un sistema di rimando in timoneria con i dati e la possibilità di utilizzare a bordo gli HOTSPOT  internet che si trovano nelle vicinanze del Jonathan.

Una premessa: Intern

ASUS
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et, che significa trasmissione e-mail, comunicazioni video e voce, consultazione del meteo, è diventato molto utile e presente in prossimità della costa, quasi in tutto il mondo mentre, i costi sia di banda che di fonia, incidono molto quando sei all’estero (e anche in Italia) nel budget mensile.

Dopo una lunga ricerca, abbiamo selezionato quello che faceva al caso nostro acquistandolo dove, ovviamente, il costo era minore in Europa e in alcuni casi, anche negli States.

Il sistema è così siffatto:

  • Un server Windows fanless piccolo con disco allo stato solido. (ASUS MINI PC). Con installato OPENCPN e altri programmini relativi alla navigazione.
  • Tastiera e mouse wireless.
  • Un ricevitore AIS (NASA MARINE). Collegato al PC via RS232.
  • Un Modem router con access point (DIGICOM) Per avere sia la rete locale tra i vari pc personali sia la condivisione del segnale dell’antenna per gli HOTSPOT.
  • Una antenna per l’AIS (BANTEN). Normale antenna VHF che può essere anche l’antenna di rispetto per il VHF di bordo in caso di emergenza, non abbiamo scelto la soluzione con lo splitter di antenna proprio per questa ragione.
  • Una antenna/router per i segnali WIFI degli hot spot Internet (MIKROTIK). Collegata al router via WAN
  • Uno schermo LCD (quelli che vendono come sostituzione sui notebook)
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  • Un driver hardware per collegare lo schermo al pc via HDMI
  • Un Multiplexer con uscita ethternet (per ora non utilizzato, ma in previsione per il collegamento dati di strumenti come la stazione del vento o altro)
  • Un tablet “stagno” da mettere in timoneria che replica lo schermo del computer, controlla via rete il pc e da i dati AIS / navigazione (basta semplicemente installare un APP come VNC o Desktop remoto)

Il costo totale non ha superato i 1.200 euro.

Mancava però qualcosa… eh si… ma quando si è in mezzo al mare? Al di fuori della portata anche del VHF?

…continua…

Con piacere ringrazio chi ci ha dato una mano importante:
Giulio Zanotti, Fabio Scaccianoce, Stefano Liggio, Andrea Pezzoni, Roberto Minoia… e ne arriveranno altri …

 

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