Entrare e Navigare nelle acque territoriali degli Stati Uniti

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Per entrare e navigare nelle acque territoriali degli Stati Uniti d’America, bisogna seguire delle procedure che non sempre sono chiare per noi italiani e che, a volte, pur essendo scritte nella documentazione reperibile in rete o in quella che vi viene rilasciata, ci sfuggono, non sono attentamente lette o non vi vengono spiegate per intero dal funzionario del momento.

Facciamo una prefazione, giusto per interezza e anche se tutti lo sapranno già:

Per entrare negli stati uniti bisogna avere il passaporto elettronico – quello col chip – che ha, oltre la nostra foto, anche quella elettronica.

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Poi bisogna avere un visto, se si pensa di non rimanere negli States più di 90 giorni, basta quello che si fa per via telematica e che si chiama ESTA, qui il link. L’ESTA non è un visto che viene messo sul passaporto, loro hanno tutti i record telematici relativi, ma è meglio che vi portiate sempre appresso la stampa dell’avvenuto rilascio.

Se avete bisogno, invece, di rimanere un poco di più, diciamo sei mesi rinnovabili sino ad un anno, allora dovete andare in ambasciata per richiedere il visto B1/B2, qui il link. Questo è un visto che viene messo sul passaporto.

Tenete a mente che sono molto severi sulle date di uscita, meglio una settimana prima che un giorno dopo il quale vi pregiudicherebbe ogni entrata successiva.

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Allora, detto questo, passiamo alla nostra barca. NON potete presentarvi in un porto americano o gettare l’ancora nelle loro acque arrivando bellamente via mare anche se avete il vostro bel visto sul passaporto, dovete PRIMA effettuare l’ingresso via mare con un traghetto o via aerea, poi tornare a bordo e poi entrare negli States con la barca. C’è anche un’altra via, questa che spiego è quella che consigliano quando arrivi dai Caraibi, ma meglio che vi informate in ambasciata prima, qui i due link: (1) e (2).

Max Terragni spiega bene come ha fatto lui (e noi) per entrare dalle isole vergini Inglesi a quelle Americane.

Una volta arrivati con la vostra barca, issata la bandiera di quarantena (quella gialla sulla crocetta di sinistra), dovete recarvi nuovamente in dogana (Custom). ATTENZIONE: diversamente da come avviene in altri paesi, dove scende solo il comandante con i documenti di tutti, qui dovete recarvi TUTTI in dogana.

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Se fate l’ingresso alle Isole Vergini Americane, essendo loro una specie di statuto speciale, NON vi rilasciano il permesso di navigazione per le acque americane, per cui, navigate pure tranquilli tra quelle isole, ma se poi vi dirigete verso una vera isola americana, o direttamente in continente, dovere recarvi DI NUOVO tutti quanti alla dogana, dove vi rifaranno foto e vi riprenderanno le impronte.

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Nota: Dalle isole vergini americane, la tappa più breve, è quella di fermarsi a Culebra, che è anche “Port of Entry”. Se prendete questa decisione, ricordate che dovete per forza entrare nella baia Ensenada Honda, non ancorate in nessuna altra parte che siete sanzionabili e poi recarvi alla Custom, previo appuntamento telefonico, che si trova in aeroporto (5 min a piedi), in caso diverso, trovate sul portolano il Port of Entry che più vi aggrada, qui il link.

Una volta approdati in un posto che sia territorio americano in piena regola, come dicevo, vi verrà rilasciato il permesso di navigazione (circa 35 dollari), valido un anno. Questo permesso ha un numero che è quello che vi servirà ogni volta che approderete sia in un porto o darete fondo in una baia che si trova in un altro stato.

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Spiego: ogni volta che vi spostate anche nello stesso stato, ma soprattutto se cambiate stato, come dalla Florida al South Carolina, dovete telefonare al numero della U.S. Customs and Border Protection, qui i numeri nei vari stati, e dare il vostro numero di licenza di navigazione, nome barca e confermare quanti siete a bordo, altrimenti son multe. I marina non vi chiedono nessun documento, né della barca e né personale; sta a voi preoccuparvi di fare la telefonata. Sono sempre molto gentili e disponibili. Ricordate di farvi dare SEMPRE il nome (o la matricola) della persona che, dall’altra parte del telefono, annoterà il vostro spostamento.

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Ultima cosa importante: se avete in piano di lasciare la vostra barca ad aspettarvi in un marina, mentre voi tornate in Italia o espatriate dall’America per farvi un giretto e poi rientrate, ricordatevi di portare sempre con voi il contratto del marina, fattura, libretto della barca e quant’altro attesti che la barca è di vostra proprietà e che vi sta aspettando in quel marina in modo da giustificare sempre l’ingresso negli States. Inoltre, le compagnie aeree, potrebbero farvi storie se vi presentate con un biglietto di sola “andata” per gli States.

That’s it

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