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Guadalupa mon amour

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Mentre le ultime cose vengono sistemate, tiriamo le somme e ci troviamo stanchi e nervosi con tanta voglia di salpare.

Dopo 16 (sedici) giorni sull’invaso, senza un wc se non quello del cantiere a disposizione raggiungibile scendendo la scala a poppa di 5 metri ed una camminata, dopo aver grattato e protetto tutta l’opera viva del Jonathan, lucidato quella morta, passate le drizze, due con i testimoni sbriciolati dai raggi UV, cambiato quattro batterie, smontato il salpa ancora, rimontato la stazione del vento in testa d’albero, rifatto dei collegamenti elettrici, inferite le vele pulito 50 mq di teak col contorno di un caldo torrido e zanzare affamate: siamo alla frutta.

Solo negli ultimi due giorni la stanchezza e il nervosismo evaporano, si passa e si ripassa a controllare se tutto è in ordine, dall’elettronica alla attrezzatura di coperta, si spunta la lista mentale più volte per essere certi di non aver tralasciato nulla mentre il bisogno fisico di essere in mare aperto senza nessuna costa in vista, comincia a diventare intollerabile.

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Il meteo la da buona per domenica 4, due giorni dopo la partenza dell’anno scorso da Norfolk; la tabella di marcia, fin qui, è rispettata e secondo le previsioni ci sarà da ridere, non tanto per l’intensità del vento, ma per la direzione.

La nostra destinazione finale è Guadalupa, per 060° è un miraggio irraggiungibile direttamente, ma bordeggiando bordeggiando può essere fatta.

Chiaro che le miglia saranno ben di più delle 500 previste, ma le previsioni non danno mare fastidioso e l’idea di fare due bordi in santa pace, non ci dispiace per nulla.

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Siamo contenti di tornare nell’isola dalla forma di farfalla, ritrovare le persone salutate mesi fa e respirare il profumo delle foreste pluviali.

Salperemo nello stesso giorno della Route Du Rhum che parte da Saint Malò e ritroveremo tutte le barche della famosa regata proprio lì, dove siamo diretti e dove termina la suddetta.

Ciao Curacao dai colori vivaci, ciao Curacao Marine, grazie per aver avuto cura del Jonathan in questi mesi, grazie e, forse, arrivederci.

 

 

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