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l’isola di Ogigia

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Il primo ottobre di sei anni fa, sbarcammo con la nostra macchinetta e due dobermann qui in Sardegna, in fuga da una Milano corrosiva. Non esisteva ancora il Jonathan e non c’erano all’orizzonte grandi programmi, ma solo la voglia di purificarsi e di rilassarsi. L’idea era di starci un paio di mesi…

Poi un giorno, mentre passeggiavamo sul lungomare, arrivò la fulminazione e uno srotolarsi di avvenimenti ci travolsero in un turbinio di cambiamenti e novità.

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I dobermann da due diventarono uno, la dolce Dharma che ci accompagnò sino a due anni fa e, sopratutto, la svolta più importante della nostra vita:  arrivò il Jonathan Livingston.

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Negli anni scorsi, fino a quando Dharma rimaneva un punto di riferimento, noi partivamo per periodi più o meno lunghi lasciandola a casa con cari amici. Sapevamo che la nostra rotta ad un certo punto si sarebbe invertita per ritornare da lei, così come lei sapeva che saremmo tornati.

Quando ci lasciò, non avete di quanto a tutt’ora, dopo due anni, ci manchi, il nostro trasferimento a bordo divenne definitivo e i nostri orizzonti si sono dilatati: abbiamo preso la decisione di fare il salto per andare verso ovest. Decisione in effetti che ci frullava in testa da tempo, ma relegata nel cassetto delle “cose da fare in un futuro“.

Pian piano, passo dopo passo, ci siamo incamminati verso questo obbiettivo ed eravamo praticamente pronti a mollare gli ormeggi già da settembre scorso.

Però, sembra che la Sardegna abbia deciso di non lasciarci andare, un po’ come Ogigia con Ulisse.

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Una serie di intoppi han fatto si che il progetto principale di svernare in Spagna, dove già avevamo preso accordi col marina che doveva ospitarci, slittasse ad aprile / maggio di quest’anno, da aprile una piccola serie di inconvenienti tecnici a bordo e un meteo avverso ci costringe a posticipare la partenza a… ieri… altro intoppo di carattere terricolo ci costringe qui ancora non sappiamo per quanto.

Le Baleari, che volevamo visitare con calma fuori dai mesi affollati e dove avevamo messo in programma un paio di mesi di lavoro, saltano. Fare le cose di corsa, non sapere esattamente “quando” e vivere con lo stress di partire il prima possibile non rientra nella scelta di vita che abbiamo fatto decidendo di vivere a bordo di una barca a vela.

Che si fa? Nulla, si cerca di vedere il lato positivo. In fondo siamo sempre in uno dei posti più belli del Mediterraneo, non ci lamentiamo troppo, non è giusto.

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Se riusciremo ci passeremo mentre la prua punterà a ovest, ma forse è meglio che non lo diciamo a voce alta che poi va a finire che torniamo a est… oppure ci terremo bassi se è la Spagna che non ci vuole… vedremo, appena Calipso ci lascerà andare,  partiremo. Qui il vento, il sole e il mare non mancano, gli amici pure, di baie siam pieni e il Jonathan è pronto e pimpante.

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