Punta Europa

Farfalle nello stomaco

Punta Europa
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Difficile riportare le emozioni che cominciano ad affacciarsi piano piano che il faro di Europa Point si avvicina, la Rocca imponente sopra di esso che dai suoi 420 metri a picco sul mare sembra un monito a chi si vuole avventurare oltre le colonne d’Ercole.

Fa “effetto“, inutile negarlo e un bel po’ di ricordi si affacciano rapidi in successione nella mente. Si ripensano alle miglia che abbiamo fatto in giringiro col Jonathan e, sopra tutti, quello che ci porta a quando eravamo al “nostro” estremo est, sulla costa turca al 30° E di longitudine mentre ora siamo al 5° ovest.

A vela, a volte col motore e a volte fermi ad aspettare il vento, piano piano sino a Gibilterra siamo arrivati, il mare di Alboran è stato clemente e, mentre ci guardiamo attorno zigzagando tra le navi ormeggiate, una leggere foschia ci accompagna. Spesso è zona di nebbie qui e ringraziamo la buona visibilità mentre doppiamo Punta europa e ci dirigiamo alla “Linea della Conception“, la marina spagnola dove attenderemo la finestra meteo per uscire in oceano e far rotta verso le Canarie.

Cabo de Gata
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L’unico punto leggermente impegnativo, sino ad ora, è stato quando abbiamo doppiato Cabo de Gata che segna l’ingresso nel mare di Alboran e la costa del Sol spagnola. Come ogni buon capo che si rispetti, non si è smentito e il vento si è fatto sentire insieme al mare che ci ha portato oltre il 10 nodi di velocità anche se siamo prudentemente passati ben distanti. Un altro capo da aggiungere alla nostra piccola e personale lista insieme a Malea, Mataplan, Spartivento, Passero e altri meno impegnativi.

Insomma, eccoci qui, sotto la Rocca a visitare i dintorni che sanno di Spagna, Africa e –  poco – di Inghilterra. Tuttavia, sotto sotto e piano piano, le farfalline nello stomaco cominciano a far capolino; la finestra meteo non è immediata e un po’ di giorni staremo qui in attesa, ma, coscienti che a breve lo stretto ci vedrà passare, comincia a prendere forma.

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A dritta un continente a sinistra un altro, l’Isola de las Palomas, a Tarifa che sta a 14 km dal Marocco segna il punto più stretto, il più trafficato e il più ventoso. L’effetto venturi che si crea tra i due continenti, la differenza di “altezza” tra il Mediterraneo e l’oceano Atlantico (dovuto all’evaporazione differente) e la relativa perenne corrente che entra e va verso est insieme alle maree, fanno si che bisogna mettersi a tavolino e concentrarsi cercando di far combaciare le diverse variabili con la nostra prima volta.

Non si può uscire con un ponente, tra lui e la corrente in ingresso..ciccia.. non si può uscire con un levante che, scontrandosi con la corrente entrante e l’abbassamento del fondale, crea onda ripida e fastidiosa, si deve fare in modo di essere a Tarifa, al momento giusto per non avere la marea contro che, con la luna crescente comincia ad avere un coefficiente sempre più sensibile e calcolare poi il vento che troveremo nei tre, quattro giorni che ci serviranno per arrivare alla meta..un sudoku.

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Interpelliamo giornalmente Sergio e chiediamo consigli a chi è già passato di qua come noi debuttanti o come “pendolare” dell’Atlantico. Consigli e raccomandazioni non mancano, ma anche tanto incoraggiamento che fa sempre bene a noi che ora abbiamo queste farfalle che svolazzano.

 

4 thoughts on “Farfalle nello stomaco

  1. Grande Ste .. appassionante scritto da un debuttante di rango .. fai star buone le farfalle buon vento !!! invidia .. ma di quella buona ..

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